Processi & Organizzazione

Sostenibilità nel salone: risorse e certificazioni

Sostenibilità nel salone: risparmiare risorse, ridurre i rifiuti e trovare in modo mirato la certificazione adatta, da Ökoprofit a B Corp.

La sostenibilità nel salone è ormai da tempo molto più di una parola di tendenza. Sempre più clienti prestano consapevolmente attenzione a come un salone gestisce risorse, rifiuti e prodotti, e fanno le loro scelte di conseguenza.

Questo articolo integra l’articolo Obblighi legali nel salone, che tratta il regolamento cosmetico e gli obblighi di smaltimento dal punto di vista giuridico. Qui invece sono al centro le misure pratiche e le certificazioni adatte.

Quattro strade verso una maggiore sostenibilità nel salone: Ökoprofit, l'Angelo Blu, EMAS e B Corp a confronto
Impegno e portata dei quattro programmi aumentano da sinistra a destra.

Perché la sostenibilità nel salone diventa un fattore competitivo

Salone con piante e materiali sostenibili
Un allestimento sostenibile influenza la prima impressione del salone.

Prima di prenotare un appuntamento, i clienti si informano sempre più spesso sui valori di un salone. La sostenibilità non si rivolge infatti più solo a una clientela sensibile all’ambiente, ma a un pubblico molto più ampio.

Allo stesso tempo, molte misure riducono direttamente i costi operativi. Un salone che utilizza acqua, elettricità e materiali di consumo in modo più consapevole risparmia quindi spesso in modo evidente già nel primo anno.

Risparmiare risorse: acqua, elettricità e materiali di consumo nella routine

Le postazioni di lavaggio consumano particolarmente molta acqua nella routine del salone, soprattutto durante il risciacquo di colore e trattamenti. Miscelatori a risparmio idrico con limitatore di flusso riducono sensibilmente il consumo senza limitare il comfort per la clientela.

Per quanto riguarda l’elettricità, vale la pena guardare innanzitutto all’illuminazione. La tecnologia LED consuma nettamente meno energia rispetto ai classici faretti alogeni e dura inoltre molto più a lungo.

Altrettanto importante è la gestione di asciugacapelli, caschi asciuganti e apparecchi per lo styling. Timer e uno spegnimento consapevole al di fuori dell’uso evitano un consumo inutile in stand-by durante tutta la giornata.

Separare e ridurre correttamente i rifiuti nel salone

I saloni producono nella routine quotidiana diversi tipi di rifiuti che devono essere smaltiti separatamente. Le confezioni vuote in plastica e alluminio vanno in linea di principio nella raccolta differenziata apposita.

Tubetti di colore parzialmente usati, bombolette spray e altri residui chimici rientrano invece tra i rifiuti pericolosi. Questi vanno esclusivamente in un punto di raccolta comunale, non nei normali rifiuti aziendali.

I capelli tagliati, a loro volta, vanno nella raccolta dell’umido, poiché le quantità prodotte sono di solito troppo grandi per il compostaggio domestico. Carta, cartone e volantini possono essere smaltiti senza problemi nella raccolta della carta.

Riutilizzare in modo sensato i capelli tagliati: assorbimento di olio invece di rifiuto

Particolarmente poco conosciuto è il riutilizzo dei capelli tagliati per l’assorbimento di olio. I capelli possiedono infatti per natura proprietà lipofile, il che li rende particolarmente efficaci nell’assorbire l’olio.

Un chilogrammo di capelli può assorbire fino a otto chilogrammi di olio e può essere risciacquato e riutilizzato più volte. Iniziative come i programmi di raccolta presentati su wir-lieben-recycling.de trasformano questo tipo di rifiuto in tappeti assorbenti per corsi d’acqua, porti e situazioni di emergenza.

I saloni che desiderano partecipare a un programma di questo tipo fanno bene a rivolgersi direttamente a un’organizzazione di raccolta regionale. L’impegno resta contenuto, poiché di solito è sufficiente mettere a disposizione un solo contenitore di raccolta nel salone.

Scelta di prodotti sostenibili: cosa conta per acquisti e confezioni

Anche l’acquisto offre una leva concreta per la sostenibilità. Le confezioni grandi al posto delle bottiglie singole riducono sensibilmente i rifiuti da imballaggio e spesso abbassano anche il prezzo al litro.

Anche i sistemi di ricarica per shampoo e trattamenti stanno guadagnando terreno, poiché permettono di riutilizzare più volte lo stesso contenitore. Asciugamani riutilizzabili al posto di prodotti monouso permettono inoltre di risparmiare risorse e costi nella gestione quotidiana.

Chi cerca alternative più rispettose dell’ambiente può inoltre orientarsi verso marchi di qualità riconosciuti. Un esempio è l’Angelo Blu per i prodotti di pulizia e cura. Questo marchio ecologico tedesco valuta esclusivamente singoli prodotti, non l’intera attività.

Le certificazioni in sintesi: Ökoprofit, l’Angelo Blu ed EMAS

Chi desidera andare oltre il livello del singolo prodotto trova nel programma ÖKOPROFIT un punto di partenza pratico. Il programma, sostenuto da comuni e camere di commercio e industria, accompagna le aziende per diversi mesi nella creazione di una propria gestione ambientale.

L’impegno resta contenuto, poiché la partecipazione è spesso cofinanziata da contributi comunali. Al termine si ottiene un riconoscimento che si può utilizzare bene, ad esempio, nella comunicazione con la clientela.

Chi punta a un sistema di gestione ambientale formale dovrebbe inoltre prendere in considerazione EMAS. Il sistema, valido in tutta l’UE, richiede una dichiarazione ambientale verificata e accessibile al pubblico, ed è sottoposto a audit esterni periodici.

EMAS è quindi particolarmente adatto alle aziende che desiderano documentare in modo duraturo le proprie prestazioni ambientali e migliorarle continuamente. L’impegno richiesto supera tuttavia sensibilmente quello di un semplice programma di ingresso.

Sostenibilità nel salone: la certificazione B Corp nel dettaglio

L’opzione più completa, ma anche più impegnativa, è la certificazione B Corp. Non valuta solo gli aspetti ambientali, ma l’intera azienda in base a governance, dipendenti, comunità, ambiente e clientela.

Fino alla fine del 2025 le aziende dovevano raggiungere almeno 80 punti su 200 nel B Impact Assessment. Da gennaio 2026 si applica invece un nuovo modello con sette aree di impatto, in ciascuna delle quali vanno soddisfatti standard minimi propri.

Le aziende neocertificate devono soddisfare requisiti di base già all’avvio, il cosiddetto anno 0. Le B Corp già esistenti dimostrano inoltre progressi verificabili negli anni 3 e 5.

Per molte forme giuridiche, B Corp richiede inoltre una modifica dello statuto che ancori giuridicamente l’approccio orientato agli stakeholder. Per una GmbH (equivalente tedesco della s.r.l.), questo riguarda di solito l’atto costitutivo, con il relativo costo notarile.

Le spese di certificazione dipendono dal fatturato annuo e in Germania vanno da 1.000 a 50.000 euro all’anno. Per la maggior parte dei saloni più piccoli, B Corp rappresenta quindi piuttosto un obiettivo a lungo termine che un prossimo passo immediato.

Un ingresso strutturato tramite ÖKOPROFIT o l’uso mirato di marchi di prodotto come l’Angelo Blu crea invece già ora una base solida. I passi successivi, più ambiziosi, possono poi appoggiarsi bene su questa base.

Lista di controllo: mettere in pratica la sostenibilità nella routine del salone

  • Installare miscelatori a risparmio idrico alle postazioni di lavaggio
  • Utilizzare illuminazione LED e timer per gli apparecchi
  • Separare sistematicamente i rifiuti tra raccolta differenziata, umido e rifiuti pericolosi
  • Registrare i capelli tagliati presso un’organizzazione di raccolta per l’assorbimento di olio
  • Preferire confezioni grandi e sistemi di ricarica rispetto agli imballaggi singoli
  • Scegliere il programma adatto: ÖKOPROFIT come punto di partenza, EMAS o B Corp per obiettivi più ampi

Sostenibilità nel salone: evitare gli ostacoli tipici

Un errore frequente è trattare la sostenibilità esclusivamente come un tema di marketing, senza misure reali dietro. La clientela riconosce rapidamente queste lacune, il che danneggia la fiducia più di una totale assenza di comunicazione sull’argomento.

Altrettanto rischioso è un avvio troppo ambizioso, ad esempio puntare direttamente alla certificazione B Corp senza esperienza precedente. Un percorso graduale attraverso programmi più semplici porta di solito in modo più affidabile all’obiettivo.

Conclusione: la sostenibilità nel salone come investimento a lungo termine

La sostenibilità nel salone non si realizza in un solo giorno, ma può essere costruita passo dopo passo. Chi inizia con le risorse e i rifiuti pone le basi per le certificazioni successive. Un approvvigionamento sostenibile inizia già dalla scelta del fornitore, come mostra l’articolo Selezione dei fornitori per saloni di parrucchieri.

I saloni che desiderano sviluppare la propria strategia di sostenibilità in modo professionale possono in qualsiasi momento richiedere una collaborazione con TerraNova.

Nota

Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce una consulenza legale, fiscale o finanziaria individuale.

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